Ontopsicologia

“La psicologia è la scienza che dà esattezza all’uomo
come operatore reversibile di oggettività-soggettività,
coincidente col reale storico e naturale”

Antonio Meneghetti

 

L’Ontopsicologia nasce e si formalizza nel 1971 con la pubblicazione del libro “Ontopsicologia dell’Uomo” di Antonio Meneghetti. Esordisce nel 1973 presso l’Università S. Tommaso d’Aquino di Roma. Ontopsicologia (dal greco, psicologia dell’essere) è stata definita dal suo stesso fondatore Antonio Meneghetti come “l’ultima nata tra le scienze umanistiche contemporanee”. Nata a quale scopo? Per consentire “la comprensione della struttura totale dell’inconscio”. Un obiettivo conseguito attraverso le tre scoperte specifiche su cui si fonda questa disciplina e la peculiarità di un proprio metodo e di propri strumenti. Sullo sfondo, la condivisione dei più avanzati postulati sulla realtà umana delle altre grandi Scuole, per cercare di superarne i nodi ancora irrisolti. All’orizzonte, la portata epistemica di una scienza fondata su una conoscenza che sia davvero reversibile con il reale della vita.

Dalla soluzione della sintomatologia clinica di ogni tipo, dalla psicosomatica alla schizofrenia, all’evoluzione della creatività e della personalità leaderistica: il percorso per il recupero di una coscienza esatta e per la realizzazione del progetto insito nell’intenzionalità di natura di ciascun essere umano (arte, politica, economia, impresa, filosofia) è un percorso che si sviluppa nei passaggi riportati nei titoli pubblicati da questa Editrice.

I pilastri dell’Ontopsicologia

L’Ontopsicologia:

  1. Utilizza come criterio epistemologico di autenticazione e di evoluzione l’In Sé ontico del soggetto.
  2. Si avvale, oltre a tutti i mezzi già rilevati dalle altre scuole, della conoscenza del campo semantico (il linguaggio base della vita), definito come un trasduttore informatico o come il primo mediatore nelle interazioni inconsce, psicosomatiche e psicosociali.
  3. Individua come radice di molte alterazioni il monitor di deflessione: un programma fisso che agisce con interferenza speculare anticipando e deflettendo la riflessione dell’Io, non consentendo la lettura corretta fra l’interazione del soggetto con il reale circostante e la propria coscienza.
  4. Ha isolato ed individuato la base elementare dell’immagine quale alfabeto dell’energia. L’immagine è il tracciato di un formale (dinamica) che successivamente si struttura in modo psicosomatico e psicosociale.
  5. Nella sua applicazione psicoterapeutica, una volta ottenuta la sparizione del sintomo, qualifica la propria operatività nello sviluppo leaderistico.
  6. L’Ontopsicologia intende l’autorealizzazione come la capacità dell’Io cosciente del soggetto in coincidenza con l’intenzionalità dell’In Sé ontico di trovare soluzioni  innovative e creative per sé stesso e per il contesto sociale  in cui vive e opera.
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